Comune di Palazzolo dello Stella

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Arte e Cultura

Sino ad oggi sono alcune decine i villaggi risalenti all’età neolitica (V°-IV° millennio a.C.) individuati in Friuli. Tra questi, di particolare importanza è l’insediamento neolitico scoperto nel 1992 a sud di Piancada, nel territorio del Comune di Palazzolo dello Stella. In questo sito infatti le strutture preistoriche si presentano ben conservate e non intaccate profondamente dalle arature.

I sondaggi effettuati hanno messo in luce pozzetti-silos analoghi a quelli scoperti negli altri abitati, canalette, fosse di varia forma e dimensioni, testimonianze del villaggio che circa 6000 anni fa si ergeva nell’area. Abbondantissimo il materiale litico rinvenuto, costituito quasi esclusivamente da centinaia di scarti di lavorazione delle selci. Ciò indica che tra le attività principali degli abitanti preistorici di Piancada vi era sicuramente la lavorazione di questo materiale, che giungeva qui dal Veneto orientale in forma di blocchi grezzi. Da esso si ricavavano lame ed altri strumenti che venivano poi “esportati” in altre zone del sito o forse nei villaggi vicini.

Il ritrovamento di eccezionale importanza che quest’area ha concesso, tuttavia, è costituito dai resti di una sepoltura riferibile agli abitanti neolitici del villaggio. Di essa si conserva il cranio, parzialmente schiacciato dal peso del terreno, nonché alcune ossa degli arti. L’esame antropologico ha permesso di riferire questi resti ad una bambina di 4-5 anni di età. Essa era stata probabilmente deposta all’interno di una lieve fossa insieme ad uno scarico di centinaia di molluschi marini che ne avevano in parte ricoperto i resti. Questi molluschi, raccolti a qualche chilometro di distanza nelle acque salmastre della laguna, costituivano probabilmente una sorta di offerta funeraria alla piccola, analogamente ai frammenti di tre vasi rinvenuti non lontano dal capo.

Il recupero dell’intera sepoltura e la sua esposizione nella Casa del Marinaretto di Piancada, a poche centinaia di metri dal luogo del suo ritrovamento, consentono al visitatore di ammirare il più antico reperto umano ad oggi scoperto in Friuli.

In epoche successive, la frequentazione del territorio di Palazzolo dello Stella da parte di gruppi umani è testimoniata nei periodi del Bronzo Recente e Finale e nella seguente età del Ferro (dal X sec. a.C. all’arrivo dei Romani), a cui sono da riferire i resti di un insediamento fortificato, uno dei cosiddetti “castellieri di pianura”, eretto da popolazioni paleovenete a controllo dell’attra-versamento del fiume Stella. I resti della fortificazione (sulla riva sinistra del fiume, alla confluenza con il Canale Cragno) sono stati completamente smantellati e di essa rimane traccia solo nel toponimo Ciasteòn; in compenso, al suo interno sono state ritrovate abbondanti tracce della cultura materiale che sembrano ricondurre la frequentazione dell’abitato nell’ambito del V sec. a.C.

Nella zona occupata dall’odierno abitato di Palazzolo le testimonianze archeologiche romane si concentrano in due nuclei distinti. Il primo si localizza nell’area dell’attuale paese, dove vennero fatti in passato numerosi ritrovamenti già a partire dagli inizi del XIX sec. Se si osserva il tessuto urbano odierno del paese, si riscontra l’esistenza di uno schema regolare secondo cui le cinque strade principali sono disposte in modo parallelo ed equidistante. Tale reticolo, che sembra sottintendere un piano regolatore preventivo, risulta, inoltre, perpendicolare all’antico tracciato della via Annia.

Il secondo nucleo corrisponde ad una vasta zona posta sulle rive dello Stella, fra la ss 14 e la ferrovia. Qui si accertò la presenza di strutture (muri, pavimenti) pertinenti ad almeno due edifici, collocati l’uno sulla sponda destra e l’altro sulla riva sinistra del fiume. Poco distante, vicino alla riva occidentale, fu scoperto un cippo miliare che riporta la distanza tra Palazzolo e Aquileia, dedicato all’imperatore Costantino e databile a dopo il 312 d.C. (anch’esso conservato e visitabile alla Casa del Marinaretto di Piancada). Alla stessa altezza, furono individuati i resti sommersi del ponte della via Annia ; essi consistevano in due piloni, posti a circa 23 metri l’uno dall’altro, costruiti con grossi blocchi di pietra e laterizi su un terrapieno racchiuso da una palizzata lignea. Questo secondo nucleo potrebbe quindi identificarsi come l’area portuale, fornita di strutture a carattere commerciale, a servizio dell’abitato romano, coincidente con il primo nucleo.

Un miglio più a valle dell’area portuale, inoltre, venne individuato sul fondo del fiume il relitto di un’imbarcazione di epoca romana con un carico di laterizi, probabilmente prodotti nel territorio circostante e destinati all’esportazione verso Aquileia o i centri costieri dell’alto Adriatico. Sfortunatamente dell’imbarcazione non è stato possibile recuperare altro che una delle assi che ne componevano lo scafo.

Ulteriori testimonianze archeologiche di epoca romana riscontrabili nel territorio del comune di Palazzolo dello Stella sono costituite nell’odierna campagna da affioramenti di frammenti di ceramica e laterizio, il materiale edilizio più largamente usato dai Romani in bassa pianura per l’architettura domestica rurale. In alcuni casi è possibile attribuire questi elementi, grazie alla particolare estensione dell’area di affioramento e alla qualità del materiale rinvenuto, alla presenza di una “villa rustica”, un insediamento dotato di una parte residenziale e di un settore agricolo-produttivo da essa distinta.

Sembrano invece mancare nell’area di Palazzolo testimonianze relative ad impianti produttivi fornaciali, sebbene la fabbricazione laterizia sembri essere stata in età romana una delle principali attività economiche nell’ambito della bassa pianura friulana.