Comune di Palazzolo dello Stella

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Storia

Il Paîs (ovvero il capoluogo del Comune)

Itinerari storici

Centro rurale capoluogo del comune omonimo, fa parte dell'area geografica della Bassa Friulana; delimitato a sud dal tracciato della SS 14 e della ferrovia VE-TS, a nord-ovest è lambito dal corso del fiume Stella. Posto grosso modo al centro del vasto territorio comunale, è la sede del centro civico, commerciale e artigianale ed è, inoltre, residenza di numerosi piccoli proprietari agricoli.

Le sue origini sono sicuramente antichissime. Le più antiche tracce di vita nel bacino dello Stella risalgono all'età Neolitica (V-IV millennio a.C.) e dopo una fase di apparente latenza di testimonianze, i segni della frequentazione umana ricompaiono nell'età del Bronzo Recente (XIII - inizi XII sec. a.C.), proseguono durante quella del Bronzo Finale (XII-X sec. a.C.) per arrivare fino alla colonizzazione romana.

Mentre non rimangono tracce materiali visibili a testimonianza della attività umana per i periodi più remoti, osservando attentamente il tessuto urbanistico del centro storico del paese si può immediatamente riconoscere l'impronta peculiare della colonizzazione romana e cioè la pianta a maglia ortogonale, in cui l'asse delle strade è orientato secondo l'inclinazione del Cardo Massimo di Aquileia e della centuriazione dell'agro.

Palazzolo dello Stella non possiede manufatti architettonici di particolare valore artistico o storico.

Interessante invece è il modo in cui in ogni epoca le architetture del centro abitato si sono sovrapposte a quelle che le avevano precedute, modo in cui si legge l'evoluzione di secoli di presenza umana sul territorio. Il sito, infatti, per le sue caratteristiche morfologiche si è prestato nei millenni allo sviluppo di insediamenti umani.

L'abitato di Palazzolo di origine romana, situato fra l'antica Via Annia e il fiume Stella, ha mantenuto le proprie caratteristiche in quanto punto nodale di commerci fluviali e stradali. L'evoluzione da probabile presidio militare sulla Via Annia a centro annonario di un'area di colonizzazione romana, in posizione intermedia tra le due grandi città di Concordia e di Aquileia, si riflette anche sull'impianto urbano che si trasforma da precario accampamento (probabilmente costituito da capanne e difeso da palificati) a stabile struttura in muratura.

In una fase successiva a quella del declino dell'impero romano, è probabile la costruzione di un sistema difensivo nei pressi del fiume Stella che ha utilizzato i materiali delle costruzioni romane, come del resto testimoniano i numerosi reperti rinvenuti nell'area della attuale Pieve e della torre campanaria.

L'insediamento difensivo continuò il proprio sviluppo intorno all'antichissima pieve intitolata a Santo Stefano Protomartire, sorta sul sito romano si suppone intorno al V sec. d.C., la cui giurisdizione si estendeva abbracciando grosso modo tutto il bacino dello Stella.

Dalla dominazione longobarda di cui si è accennato in riferimento alla donazione sestense del 762 d.C. , le documentazioni riferiscono di Palazzolo come sede di giudizio dell’avvocato patriarcale di Aquileia , del conte di Gorizia e gastaldia del Patriarcato di Aquileia ( Bini 1988)

Anche Piancada appare nella storia nel 1226 in un documento in cui viene menzionata come piccola villa soggetta al conte di Gorizia.

Rispetto al ruolo di Palazzolo nel Patriarcato, questo non era secondario visto che strinse un’alleanza con Aquileia, Marano, Monfalcone, Cervignano a sostegno del Patriarca contro i nobili capeggiati dal conte di Gorizia. Questo costò a Palazzolo , nel 1382, la presa ed i sccheggio da parte di truppe udinesi e successivamente, sei anni dopo, di quelle padovane alleate con i cividalesi.

Nel 1420 si stabilì , infine la dominazione della repubblica di San Marco, Venezia. Durante la dominazione veneziana, nel 1513, il Senato della Repubblica Veneziana assegnò il paese come feudo al Nobile Girolamo Savorgnano che vi esercitò il potere di Giurisdicente.

Nelle ulteriori trattative di pace definite durante la Dieta di Worms, si confermò l’assegnazione di palazzolo a Venezia. Ma quando una delegazione della repubblica veneta giunse nel paese per prenderne possesso, “quel degan non volse, dicendo voler stare sotto l’impero” e quel “degan” stava parlando certamente a nome della comunità .

Non valsero quelle parole e Palazzolo si inserì nell’ambito della Repubblica di Venezia che aveva qui una sua area di confine con i territori “imperiali” di Precenicco con i quali i rapporti anche di concorrenza economica risultavano difficili.

Un aspetto particolare da segnalare nel 1600 è quello della attività connessa al Tribunale dell’Inquisizione che risulta comunque di entità non rilevante dal punto di vista giuridico mentre è stata di recente valorizzata da un punto di vista antropologico-->storico (Paluzzano ,Pressacco 1998).

E’ del 10 giugno 1624 la denuncia da parte del vicario curato di Palazzolo relativamente ad un rituale di propiziazione agricola “per impetrar la pioggia dal cielo la notte di Pentecoste” .. “cantando a due chori certa sua canzone Schiarazzola Marazzola”.

Nel 1655 il fuoco distrusse la chiesa parrocchiale il cui valore di pieve matrice successivamente ridotto a capellania senza cura; ( solo nel 1906 la chiesa palazzolese fu ripristinata nei suoi titoli di pieve matrice ). Subì la dominazione francese e quindi quella austriaca. Gli ideali risorgimentali si fecero sentire nella comunità di palazzolo se il palazzolese Luigi Riva fece parte della spedizione dei Mille con Garibaldi che addirittura accompagnò all’incontro di Teano.

Dopo la III° guerra d’indipendenza ,nel 1866, Palazzolo entrò a far parte del territorio nazionale assumendo per l’appunto la specificazione “dello Stella".