| IL PAESAGGIO
A prima vista, il territorio compreso entro i confini
del Comune di Palazzolo sembrerebbe offrire ben
poco a quanti volessero ''immergersi''
nella natura. Attorno ai centri urbani ed agli agglomerati residenziali
si estende infatti una vasta area deputata alle coltivazioni agricole.
Questa diventa oltremodo piatta e uniforme nella
zona di bonifica, a sud di Piancada, dove si sono
insediate varie grandi aziende agricole e dove solo qualche albero
e casolare sparso si frappone alla vista della laguna e dei grattacieli
di Lignano. Dovunque si incontrano campi coltivati
a mais, soia o frumento, oppure orti e vigneti atti a soddisfare
esigenze familiari. L'agricoltura, quindi, rappresenta un'attività
ancora oggi largamente praticata, determinando in modo marcato le
caratteristiche del paesaggio.
IL FIUME STELLA
Tuttavia, e per nostra fortuna, Palazzolo
racchiude anche una inestimabile gemma naturalistica. Il suo territorio
è infatti attraversato, da nord a sud, dal fiume
Stella: il principale - e più rilevante - tra i
fiumi di risorgiva. Il nostro paese è interessato dall'ultimo
tratto del fiume, compreso il suo delta che si innesta direttamente
nella laguna di Marano proprio nella zona riservata all'Oasi
avifaunistica gestita dal W.W.F. Poiché
il fiume è navigabile (con grosse imbarcazioni dalla foce
al ponte pedonale tra la Casa del Marinaretto e
la piazza di Precenicco e con piccole imbarcazioni
da questo punto in sù), è quasi d'obbligo una escursione
lungo lo Stella, partendo dalla foce e giungendo
sino al porticciolo di Rivarotta.
Negli ultimi anni l'attività canoistica
è divenuta pratica corrente e, lungo il fiume, si possono
incontrare i relativi punti di partenza e di approdo: uno di questi
- un pontile in legno - è stato realizzato presso la Casa
del Marinaretto a Piancada, di fronte al porto di Precenicco.
Il fiume Stella scorre con un'apparente
lenta maestosità disegnando una serie di curve e di anse
che ne rallentano l'altrimenti impetuosa corrente. Alcune di queste
anse, ormai tagliate fuori dal corso principale del fiume, vengono
impropriamente dette ''anse morte'': in
realtà si tratta di ambiti in cui la ''vita''
appare rigogliosa e che ci possono riservare vere sorprese, come
quella a nord del capoluogo, dove si rinviene una rara stazione
di Nymphaea alba. Anche la vegetazione ripariale
lungo le sponde (conservatasi sufficientemente per quasi tutto il
tratto di cui ci stiamo occupando) offre notevoli spunti di interesse,
segnando gradualmente il trapasso dalla boschetta a pioppo nero
e salice bianco e dal sottobosco costituito spesso da un fitto intrico
di specie come la sanguinella, il viburno e vari tipi di salice,
alla zona dominata dal canneto.
Il tratto del fiume Stella che
stiamo esaminando ha una profondità da 4 a 5 metri,
con una portata d'acqua costante ed una temperatura media attorno
ai 13 -14 °C, ed è stato classificato
come ''ambiente poco inquinato'' da uno studio condotto nel 1989
dall'U.S.L. della Bassa Friulana,
soprattutto grazie alla grande capacità di diluizione delle
sue acque e può così ancora vantare una ricca e variegata
fauna ittica, comprendente specie con esigenze ecologiche
assai diverse: dai pesci che vivono in acque lente,
come la carpa e la tinca, ad altri che abbisognano di maggiore ossigeno
e quindi di correnti più rapide, come la trota e il temolo,
sino a giungere a specie salmastre che risalgono il corso del fiume
dalla laguna.
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